OCCASIONI SPECIALI

PERCHE’ LA CENA AL BUIO 

La nostra associazione ha sempre cercato di utilizzare parte delle sue energie per evidenziare, far conoscere, sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti di rilevanza sociale che ritenevamo avessero bisogno di essere approfonditi.Così abbiamo organizzato incontri, dibattiti su temi quali il significato del volontariato moderno, recite con i nostri ragazzi, manifestazioni come le partite del cuore e il panino lungo 100 metri,   un concerto nel 2003 con l’associazione musicale “Cantare Suonando” in cui si insegna a suonare a ragazzi affetti da sindrome di Down.Sul tema delle barriere architettoniche nel 2004 abbiamo prodotto la Guida “San Stino Accessibile” dove si definisce la situazione del nostro paese sia per la viabilità che per gli esercizi pubblici e privati.

Nel 2005 abbiamo realizzato un opuscolo, risultato di un lavoro fatto con i giovani delle scuole con l’intento di sensibilizzarli sulle varie problematiche dell’handicap.Nel 2006 festeggiando il ventennale dell’associazione abbiamo creato  il libro “Petali di Valore”, frutto di un cammino di crescita percorso insieme a tanti volontari e ragazzi che ha lasciato un segno indelebile in ciascuno di noi.Quest’anno abbiamo accettato l’invito fatto dalla  cooperativa Alba di collaborare per uno spettacolo in teatro con ragazzi ciechi ed ipovedenti. Abbiamo così colto l’occasione di trattare il tema della cecità per approfondire aspetti che spesso sfuggono a chi non è coinvolto direttamente in questo tipo di disagio.Quest’iniziativa ha preso forma e si è concretizzata in due diversi momenti:una conferenza e una cena al buio.Alla conferenzatenutasi in teatro a San Stino hanno partecipato due ragazzi ciechi: la loro vitalità, positività e intraprendenza ci hanno ‘aperto gli occhi’ sulle nostre potenziali capacità spesso dimenticate o poco sfruttate.
Ci hanno dato consapevolezza sulle difficoltà che la semplice ignoranza del problema della cecità può produrre e soprattutto hanno sottolineato con forza come sia possibile vivere e condividere gli stessi luoghi senza creare inutili barriere ed ostacoli.
Hanno poi presentato i loro amici inseparabili: due meravigliosi cani guida la cui fondamentale funzione è stata spiegata tramite la proiezione di un filmato su un centro di addestramento alle porte di Milano.La conferenza ha assunto un valore informativo importante con l’intervento di un tecnico informatico che ha spiegato quali ausili oggi la tecnologia riesce a mettere a disposizione per migliorare la vita di persone ipovedenti o completamente cieche. La forza, la determinazione e la tenerezza di Mario, genitore di una ragazza ipovedente, ha contribuito a completare la panoramica della molteplicità di aspetti che il problema della cecità assume.Per il secondo appuntamento è stata organizzata la cena al buio: un’iniziativa già nota nelle grandi città italiane ma ancora mai sperimentata nelle nostre zone, un’esperienza dove per circa 2 ore si è alle prese con un rituale quotidiano semplicissimo ma ci si ritrova doverlo svolgere restando immersi in una situazione di buio totale.
 La “colpa” delle cene al buio è stata  la lettura di un capitolo del libro dello scrittore e critico sportivo Candido Cannavò “ E li chiamano disabili” dove, tra le altre cose, racconta anche l’esperienza di una cena al buio vissuta in prima persona.Quanto letto ci convinse che quella poteva essere un’attività da sviluppare durante l’anno 2008, perché era allo stesso tempo un’esperienza originale rivolta a tutti e soprattutto aveva una valenza formativa ineguagliabile. Infatti sono state fatte ben quattro cene al buio con un bellissimo risultato sia di presenze ma soprattutto  di emozioni e sensazioni.
L’impatto con il buio, il buio più assoluto, non è semplice: ti getta in una dimensione limitativa a cui non sei abituato,
non hai più autonomia assoluta sulle tue azioni, se ti alzi vai sicuramente a sbattere perché  non conosci la disposizione dei tavoli e sei disorientato.
 Dopo il primo momento ti devi arrangiare, le mani diventano i tuoi occhi e cominci a tastare dappertutto, scopri i tuoi sensi dal tatto,olfatto, udito al gusto sei obbligato a sfruttarli al meglio.
Ci si può dilungare per spiegare tutte le  emozioni provate in quest’esperienza ma per chi è interessato ad approfondire questa tematica ci può richiedere, utilizzando la  e-mail della nostra Associazioni, l’invio dell’opuscolo delle cene al buio. Abbiamo voluto creare un opuscolo che raccoglie gli scritti che i partecipanti alle cene ci hanno inviato dove esprimono le sensazioni in questa singolare esperienza e così poter condividere, rendere pubblico ciò che riteniamo più importante in un’attività e cioè quello che l’attività stessa è riuscita a trasmettere alla persona che vi hanno partecipato.