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SAN STINO ACCESSIBILE indagine
fotografica |
PRESENTAZIONE
La presente guida è il risultato concreto dell'indagine compiuta
su S. Stino di Livenza da parte dei volontari della locale Associazione
"La Rosa Blu", relativamente alla accessibilità per disabili con
limitata capacità motoria. E' il prodotto di un complesso progetto
avente come obiettivo generale lo studio della viabilità, mobilità
e capacità ricettiva da parte di strutture pubbliche e private all'interno
della nostra Comunità. I materiali prodotti sono delle schede di
valutazione del grado di accessibilità dei vari servizi urbani (aggiornate
alla prima metà del 2004) ed una cartografia individuante il grado
di accessibilità urbana. Le schede individuano per ogni principale
servizio pubblico o di pubblica utilità la tipologia di appartenenza,
la denominazione, la localizzazione, corredate da delle eventuali
note esplicative. Esse, in unione con uno stradario, permettono
l'individuazione del servizio ricercato. Sono presenti inoltre delle
valutazioni utili al disabile:
1) ACCESSIBILE qualora l'ingresso presenti una soglia con un dislivello
massimo di cm. 2,5, la porta abbia una larghezza minima di 85 cm.,
vi sia la presenza di un ascensore adeguato alla normativa sulla
eliminazione delle barriere architettoniche; tali caratteristiche
permettono al disabile con sedia a rotelle una piena, autonoma fruizione;
2) ACCESSIBILE CON DIFFICOLTA' qualora l'ingresso presenti una soglia
con un gradino di altezza inferiore ai 16 cm. ed una porta di larghezza
minima di 65cm.; in questo caso il disabile con sedia a rotelle
si trova in condizione di dipendenza e necessita di aiuto;
3) INACCESSIBILE qualora l'ingresso presenti una soglia di altezza
superiore ai 16cm. e una porta di larghezza inferiore ai 65cm.;
in tali condizioni il disabile con sedia a rotelle non è in grado
di utilizzare il servizio. Altre indicazioni vengono date per tutte
le persone che, pur non utilizzando sedie a rotelle, hanno limitazioni
permanenti o temporanee della mobilità:
4) ACCESSIBILE qualora l'ingresso presenti fino a 5 gradini alti
fino a 18cm., con pavimentazione dalle normali caratteristiche;
5) ACCESSIBILE CON DIFFICOLTA' qualora l'ingresso presenti un massimo
di 10 gradini di altezza inferiore a 16 cm. oppure un massimo di
5 gradini fino a 18 cm., con pavimentazioni dalle normali caratteristiche;
6) INACCESSIBILE qualora siano superate le precedenti specifiche,
con la presenza di una pavimentazione particolarmente sdrucciolevole.
Sono riportate anche indicazioni sulla qualità dei servizi igienici:
7) ACCESSIBILE se è in presenza di servizi igienici che rispondono
alle caratteristiche dettate dalla normativa sull'abbattimento delle
barriere architettoniche;
8) ACCESSIBILE CON DIFFICOLTA' se si è in presenza di servizi igienici
non utilizzabili autonomamente da persone dotate di sedia a rotelle;
9) INACCESSIBILE se tali servizi non sono presenti o non sono utilizzabili
da persone con limitate capacità motorie. Le ultime informazioni
riportate riguardano la utilizzabilità dei parcheggi :
10) ACCESSIBILE se esiste un parcheggio riservato ai disabili nelle
immediate vicinanze;
11) ACCESSIBILE CON DIFFICOLTA' se esiste un parcheggio generico
facilmente utilizzabile nelle immediate vicinanze;
12) INACCESSIBILE se non esiste un parcheggio prossimo oppure è
difficilmente fruibile.Viene riportata anche la simbologia (facilmente
comprensibile) comunemente utilizzata per identificare il diverso
grado di fruibilità dei servizi secondo i parametri esposti.
La cartografia fornita segnala quattro itinerari ACCESSIBILI fruibili
anche da persone in carrozzina. |
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BARRIERE
ARCHITETTONICHE |
GENERALITA'
Le barriere architettoniche, nella definizione che di esse dà la legge
(1), sono:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di
chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno
una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e
sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento
e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque
e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
Barriera architettonica è insomma tutto ciò che impedisce la completa
fruibilità dei luoghi, in modo agevole e sicuro, a "chiunque"; vale
a dire a qualsiasi persona, anche se svantaggiata sotto il profilo
psichico, fisico o sensoriale. Una forma particolare di barriera è
anche l'assenza o l'inadeguatezza delle segnalazioni che consentono:
l'orientamento; il riconoscimento del luogo in cui ci si trova; l'individuazione
di eventuali pericoli.
Una barriera può essere tale per tutti, oppure può esserlo solo per
persone portatrici di determinati bisogni speciali. Eliminare le barriere
architettoniche significa ridurre sempre più il divario tra le persone
sane e quelle disabili. Si tratta di un problema e di una sfida sociale
che, per essere risolta nel migliore dei modi richiede un elevato
contributo umano e professionale.
PROGETTAZIONE A REGOLA D'ARTE
Si progetta con l'intento di far sì che la propria ideazione sia fruibile
da tutti i possibili utenti.
Utente è colui che ha bisogno di determinate strutture, di determinati
apparecchi, di determinati accorgimenti che gli consentano di raggiungere
un dato scopo, fatto di necessità quotidiane o saltuarie o particolari.
Progettare a regola d'arte significa rifarsi a canoni, per esempio
a norme tecniche, che consentono di soddisfare le esigenze degli utenti
integrando nei manufatti caratteristiche di funzionalità, sicurezza,
manutenibilità e fruibilità.
La fruibilità presuppone scelte progettuali che por1ino alla realizzazione
di manufatti a misura d'uomo. Parlando di lavoro, la disciplina che
studia come adattarlo all'uomo, per renderlo sempre meno faticoso
o stressante, è l'ergonomia.
Lo studio circa le soluzioni da porre in atto per l'eliminazione delle
barriere architettoniche è una branca particolare dell'ergonomia che:
-estende il proprio ambito di applicazione a tutti gli ambienti e
non solo a quelli di lavoro;
-comprende fra i possibili utenti anche le persone disabili.
L 'eliminazione delle barriere architettoniche presuppone l'estensione
del concetto di utenza.
Nel modo di vedere del progettista, che per sua peculiarità professionale
deve sapersi sempre porre nell'ottica dell'utente, l'ideazione deve
allora saper cogliere e soddisfare le esigenze anche dei disabili.
L'obiettivo non è di poco conto. Si tratta di riuscire a ridurre l'entità
delle condizioni di handicap. In quest'ambito anche il tecnico può
svolgere il suo ruolo sociale, assieme a medici, sociologi, psicologi
e assistenti sociali.
La professionalità si costruisce anche in questo modo, venendo incontro
ed essendo in grado di soddisfare al meglio le istanze sociali più
avanzate.
L'ordinamento legislativo ha fatto, in questo settore e in questi
ultimi anni, passi importanti.
Il progettare tenendo conto della necessità di eliminare le barriere
architettoniche è divenuto un obbligo. Ma il tecnico non deve viverlo
come tale, così come non deve vivere come un'imposizione il progettare
e realizzare tenendo conto della sicurezza. |
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